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Vivo a Roma, sono nato nel 1955 al Cairo in Egitto, per caso.

Faccio un uso creativo della fotografia digitale elaborata in post-produzione con tecniche personali che si avvicinano molto al genere pittorico ma senza confondersi con quest'ultimo. Arricchisco i miei scatti di uno strato emozionale che da soli non potrebbero avere.

Le fotografie sono tutte fatte da me, come le elaborazioni; nascono da un processo creativo unico per ogni prodotto. Non conservo tracce dei miei passaggi elaborativi, non saprei spiegare o ripetere un mio lavoro, per una scelta consapevole. Non creo automatismi quando lavoro ma seguo l'impulso dell'ispirazione del momento, l'istinto. So da dove parto ma non ho mai l'idea di dove arriverò: come per un dipinto, ogni immagine ha il fascino della non ripetibilità.
Insomma non ho un rapporto tecnologico con la fotografia, pur essendo padrone di metodologie digitali. Il mio modo di operare si avvicina di più a quello di un pittore, il computer si sostituisce alla tavolozza, il monitor alla tela.
Ritengo che i miei lavori rientrino nella tipologia "Mood", categoria che implica il suscitare di sensazioni, emozioni, pensieri in chi osserva.
Racconto la realtà giocando sui colori, sui contrasti e riprendendo i soggetti con ottiche che ne esaltano la dinamicità e la drammaticità: spazi naturalistici, persone, architetture assumono aspetti inconsueti e la distanza tra reale e fantastico diventa sottilissima.
Non pretendo di parlare a tutti, ma quando riesco a comunicare con i miei lavori, arrivo direttamente, saltando tutti i passaggi e le barriere mentali.